logo

Poggio Castellano Lotto 33, 02012 Amatrice (RI)

Via Pisa 29, 65122 Pescara

Via Bologna 8, 65019 Pianella (PE)

+39.3337327482 +39.3397835485

info@tecnicipostsisma.it

DOMANDE FREQUENTI

Le risposte alle domande più frequenti dei cittadini sull’emergenza Terremoto Centro Italia.
Si tratta di quesiti arrivati sia al Contact Center del Dipartimento della Protezione Civile,
sia sul sito del Commissario straordinario per la ricostruzione e quesiti raccolti sul territorio.
La sezione è aggiornata periodicamente.

Non ho ancora richiesto il sopralluogo della mia abitazione. A chi devo presentare la domanda? Ci sono moduli da compilare?

In tutti i Comuni interessati dagli eventi sismici il termine per la presentazione della prima istanza di sopralluogo accompagnata da perizia asseverata è prorogato al 13 marzo 2017 (fa fede la data di protocollo al Comune). La data è stata ulteriormente prorogata dalla circolare del 27 febbraio 2017.

Che tipo di verifica viene svolta sulla mia abitazione?

Dipende.

Se è la prima volta che viene effettuata la verifica di agibilità sull’edificio, verrà eseguito un sopralluogo con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto). Questa verifica può essere fatta su singoli edifici oppure su tutti i fabbricati che si trovano in un’area individuata dal Sindaco. L’esito della valutazione, riportato in una scheda sintetica, può essere: edificio “agibile”, edificio “non utilizzabile” ed edificio “non utilizzabile per solo rischio esterno”. Fanno eccezione solo i comuni di Amatrice, Accumoli, Arquata, Norcia e Preci per i quali è previsto che i rilievi vengano fatti con procedura Aedes, oltre che negli altri casi disciplinati all’art.1, comma 5 dell’OCDPC 422 (vedi la domanda e risposta seguente).

Se dopo il primo sopralluogo con procedura Fast, si chiede di eseguire un nuovo sopralluogo, a seconda delle motivazioni, la procedura seguita per effettuare le verifiche può essere Fast o Aedes. In particolare:
– se l’esito della verifica Fast sull’edificio è “non utilizzabile”, il proprietario provvede a incaricare un tecnico abilitato che eseguirà una verifica Aedes con perizia giurata.
– se l’esito dopo sopralluogo con procedura Fast è però “non utilizzabile per solo rischio esterno” la verifica viene eseguita con scheda Aedes a cura della Dicomac.
– se l’esito della verifica Fast sull’edificio è “agibile” ma il proprietario non è convinto di questo esito può richiedere una verifica Aedes ma solo dopo aver presentato una perizia asseverata a cura di un tecnico.
– se l’esito della verifica Fast sull’edificio è “sopralluogo non eseguito” (per difficoltà di accesso all’area, perché il proprietario era assente o perché è stato rifiutato il sopralluogo, etc.) verrà fissato d’ufficio un appuntamento per un nuovo sopralluogo con procedura Fast. In alcuni casi, stabiliti dalla squadra di tecnici, se si valuta che è necessario un approfondimento, può essere fissato d’ufficio direttamente un appuntamento per una verifica Aedes.

In quali casi viene eseguito il sopralluogo con scheda Aedes al posto del sopralluogo Fast?

In cinque casi esplicitati nell’ordinanza del Capo Dipartimento n. 422, all’art.1, comma 5, modificati con le novità introdotte all’art.1 dell’ocdpc n. 436 del 22 gennaio 2017:
a) rilievi su edifici pubblici;
b) rilievi nei comuni di Amatrice, Accumoli, Arquata,Norcia e Preci ;
c) ulteriori approfondimenti sugli edifici già verificati con scheda Fast e con esito “sopralluogo non eseguito” per contestuale richiesta di approfondimento con scheda Aedes o classificati “non utilizzabili per solo rischio esterno”;
d) qualsiasi sopralluogo con scheda Aedes o con esito “agibile” da verifica Fast da ripetere su richiesta del cittadino, dopo la perizia asseverata di un tecnico di parte;
e) sopralluoghi da ripetere in seguito a verifiche con scheda Aedes con esito “D” rilasciato da tecnici coordinati dalla Dicomac.

Chi mi comunica la data in cui verrà fatto il sopralluogo con procedura Fast?

E’ compito del Sindaco o del Centro Operativo Comunale informare i cittadini.

La verifica Fast serve ai fini del riconoscimento dei contributi?

No. La verifica Fast permette di sapere solo se l’edificio è “agibile” o “non utilizzabile” da parte di chi lo abita. Per il riconoscimento dei contributi ai fini della riparazione, ripristino o ricostruzione della propria casa, dopo che la verifica Fast ha dato esito di non utilizzabilità dell’edificio, è necessario che il proprietario incarichi un tecnico libero professionista per la redazione di perizia giurata e scheda Aedes.

Una squadra di tecnici ha eseguito una verifica Fast sulla mia abitazione ma l’esito è “non eseguito”. Che significa? Cosa succede ora?

L’esito può non essere stato eseguito per varie ragioni, tra cui: non è stato possibile accedere all’area, il proprietario era assente o ha rifiutato il sopralluogo, etc. A seconda della problematica si procederà o a fissare un nuovo appuntamento per la verifica Fast oppure potrebbe essere richiesto un approfondimento con scheda Aedes.

Una squadra di tecnici ha eseguito una verifica Fast sulla mia abitazione e l’esito è “utilizzabile”. Vorrei richiedere una nuova verifica perché non mi fido dell’esito che è stato dato. Posso farlo?

Se non si è convinti dell’esito che è stato dato con la verifica Fast, l’unica possibilità è richiedere, privatamente e a proprie spese, a un tecnico libero professionista di svolgere una perizia asseverata. Con questa perizia si può richiedere al Comune o al Coc-Centro operativo comunale un nuovo sopralluogo che, nello specifico, verrà eseguito con procedura Aedes.

A che cosa corrispondono le lettere A, B, C, D, E e F con cui è sintetizzato l'esito di agibilità?

Di seguito riportiamo il significato delle sigle:

A Edificio agibile La funzionalità dell’edificio non risulta alterata a causa di eventuali danni causati dal terremoto
B Edificio temporaneamente inagibile (in tutto o in parte) ma agibile con provvedimenti di pronto intervento L’edificio è in tutto o in parte temporaneamente inagibile, ma è sufficiente eseguire interventi di pronto intervento e di rapida realizzazione per ripristinare l’agibilità e poterlo utilizzare in tutte le sue parti, senza pericolo per i residenti
C Edificio parzialmente inagibile L’edificio presenta porzioni che sono agibili ed altre zone che sono inagibili. È il Comune che specifica con Ordinanza sindacale le parti inagibili
D Edificio temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento Si tratta di situazioni che presentano particolari peculiarità e che richiedono professionalità specialistiche. Si prevede quindi la ripetizione del sopralluogo da parte di una squadra adeguatamente formata. Fino a quel momento l’edificio è dichiarato temporaneamente inagibile
E   Edificio inagibile Nel caso di esito E l’edificio non può essere utilizzato in alcuna delle sue parti. Un edificio può essere inagibile di tipo E per motivazioni legate alla struttura portante, agli elementi non strutturali e alle fondazioni
Edificio inagibile per rischio esterno L’edificio è inagibile per rischio esterno, dovuto al contesto circostante, anche senza danni consistenti all’edificio. L’esito F è assegnato in aggiunta all’esito proprio dell’edificio che può variare da A ad E. Ad esempio, la sigla A+F corrisponde ad edifici agibili per condizioni intrinseche ma inagibili per rischio esterno
A seguito di un sopralluogo con procedura Fast i tecnici hanno detto che l’esito della mia casa è di “non utilizzabilità”. Cosa devo fare ora?

Il cittadino deve incaricare – entro trenta giorni dalla comunicazione da parte del Comune dell’ordinanza riferita all’esito di “non utilizzabilità” – un tecnico professionista di redigere la scheda Aedes e di consegnarla con perizia giurata agli Uffici Speciali della Ricostruzione o Uffici regionali provvisoriamente individuati dai vicecommissari-Presidenti di Regione.

Se l’esito dopo sopralluogo con procedura Fast è però “non utilizzabile per solo rischio esterno” la verifica viene eseguita con scheda Aedes a cura della Dicomac.

A chi mi posso rivolgere per richiedere la redazione di perizia giurata e scheda Aedes a seguito di verifica Fast che ha dato esito “non utilizzabile”?

Può rivolgersi a qualsiasi tecnico professionista iscritto agli ordini e collegi professionali nazionali degli architetti, ingegneri, geometri, periti edili abilitati ad esercitare la professione relativamente a competenze di tipo tecnico e strutturale nell’ambito dell’edilizia.

Chi paga i tecnici professionisti per la perizia giurata relativa alla scheda Aedes?

La liquidazione del compenso avverrà nel momento dell’emissione del decreto di concessione del contributo per la riparazione, ripristino o ricostruzione.

Chi mi comunica l’esito del sopralluogo svolto sulla mia abitazione?

E’ compito dei Sindaci adottare tutti i necessari provvedimenti in funzione dell’esito dei sopralluoghi eseguiti sia con schede Fast, sia con schede Aedes.

Qual è l’iter di lavorazione delle schede Fast e delle schede Aedes ?

Per quanto riguarda le Fast, il Comune consegna alle squadre il piano dei sopralluoghi con gli edifici da ispezionare. Le squadre compilano le schede e ne lasciano una copia ai Comuni per l’eventuale adozione di provvedimenti. Le schede originali sono invece consegnate ai Centri Operativi sovracomunali che redigono una lista riepilogativa sui sopralluoghi eseguiti e la inviano quotidianamente alla Dicomac e ai Sindaci. Solo successivamente il Centro Operativo sovracomunale consegna gli originali alla Dicomac.

Invece, per quanto riguarda le Aedes, le squadre compilano le schede e consegnano il riepilogo delle verifiche fatte ai Comuni, insieme all’eventuale modulo sui provvedimenti urgenti da adottare. Le schede possono essere consegnate direttamente alla Dicomac, o come per le Fast, ai centri di coordinamento regionali.

In entrambi i casi al cittadino l’esito della verifica Fast o Aedes deve essere comunicato dal Comune.

A chi devo rivolgermi per avere la scansione della scheda Aedes che mi serve per presentare domanda di contributo?

Al proprio Comune. Infatti, tutte le schede Aedes, compilate dai tecnici durante i sopralluoghi, scansionate, informatizzate e indicizzate in cd dalla Funzione Censimento danni e rilievo dell’agibilità post evento della Dicomac – Direzione di comando e controllo di Rieti, vengono progressivamente rilasciate ai Comuni, con tutto il materiale prodotto. È quindi compito dei Comuni valutare tempistica e modalità per rendere disponibili le schede ai cittadini.

Il Sindaco mi ha comunicato che la mia abitazione, o altra proprietà in mio possesso, necessita di puntellamenti o demolizione per la salvaguardia della pubblica incolumità. Cosa è previsto?

Per determinare quale tipo di intervento sia necessario, il Sindaco può avvalersi della valutazione del Gruppo tecnico di sostegno.
In caso di puntellamenti, il Sindaco darà immediata comunicazione al cittadino.
In caso di demolizioni, invece, disporrà l’intervento con propria ordinanza.
Il Sindaco inoltre può richiedere che il puntellamento o la demolizione sia svolta dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; se ciò non è possibile, fa ricorso a una ditta privata.
La copertura finanziaria è assicurata dai fondi stanziati per l’emergenza: per importi fino a 40 mila euro il comune procede direttamente. In caso di importi superiori, deve acquisire il nulla- osta della direzione di protezione civile della Regione, che è tenuta a esprimersi entro 3 giorni.
In nessun caso risultano oneri a carico dei privati.

Dopo il terremoto del 24 agosto ho presentato domanda di sopralluogo sulla mia abitazione ma la verifica non è ancora stata eseguita. Devo presentare una nuova domanda?

No, le domande di sopralluogo presentate prima del 27 dicembre 2017, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza n.422 con la quale è stata modificata la procedura in vigore dal post-terremoto del 24 agosto, restano valide. Anche le domande presentate dopo tale data devono essere presentate al Comune utilizzando il modello IPP “Istanza di sopralluogo per edifici/opere pubbliche, privati” che è allegato alle “Indicazioni operative per il censimento danni” pubblicate sul sito del Dipartimento della Protezione Civile.

Dopo il terremoto del 24 agosto, il sopralluogo realizzato dai tecnici Aedes aveva dato esito di agibilità “A”. Dopo la scossa del 30 ottobre vorrei che venisse effettuato un nuovo sopralluogo. Posso farlo?

Sì, se si tratta di un immobile in uno dei 131 Comuni dell’Area 1 elencati negli allegati 1 e 2 della legge n.229/2016 può essere richiesto, con modello IPP al Comune o al Coc-Centro operativo comunale, un nuovo sopralluogo che verrà eseguito con procedura Fast. Invece, per l’Area 2, che comprende tutti i Comuni non elencati dalla legge n. 229/2016 ma in cui a seguito del terremoto sono stati registrati danni agli edifici, può essere richiesto al Comune o al Coc-Centro operativo comunale un sopralluogo, presentando l’istanza con modello IPP accompagnata da perizia asseverata redatta da un tecnico professionista.

A seguito del terremoto del 24 agosto 2016 la mia abitazione è stata dichiarata temporaneamente inagibile (esito B della scheda Aedes)/parzialmente inagibile (esito C della scheda Aedes). Ritengo che i terremoti del 26-30 ottobre 2016 e/o del 18 gennaio 2017 abbiano ulteriormente aggravato la situazione compromettendo l’inagibilità di tipo B/C. Posso richiedere un nuovo sopralluogo? E a chi?

Sì, può essere richiesto al Comune o al Coc-Centro operativo comunale un nuovo sopralluogo, presentando l’istanza (modello IPP) accompagnata da perizia asseverata redatta da un tecnico professionista. Queste indicazioni valgono sia per gli edifici che si trovano nell’Area 1, che comprende i 131 Comuni elencati negli allegati 1 e 2 della legge n.229/2016, sia nell’Area A2, che comprende tutti i Comuni in cui a seguito del terremoto siano stati registrati danni agli edifici.

Quanti giorni di tempo ho per chiedere la seconda verifica con scheda Aedes?

Non è stato definito un termine.
Il 16 gennaio è infatti la data di scadenza relativa alla sola presentazione della domanda per il primo sopralluogo. Non può essere considerata anche la scadenza per la richiesta di revisione del sopralluogo perché eventuali termini dovrebbero decorrere dalla data di effettiva notifica dell’esito al cittadino da parte del Comune. Tenuto conto che non esistono procedure codificate ed univoche per la notifica dell’esito da parte dei Comuni, allo stato attuale non è possibile fissare una scadenza per la presentazione dell’istanza di revisione del sopralluogo.

A seguito del terremoto del 24 agosto 2016 la mia abitazione ha avuto esito D. Ritengo che i terremoti del 26-30 ottobre 2016 e/o del 18 gennaio 2017 abbiano ulteriormente aggravato la situazione. Posso richiedere un nuovo sopralluogo?

Non c’è bisogno di nuova istanza. Per gli edifici già ispezionati che hanno avuto esito “D” (temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento) il sopralluogo viene svolto d’ufficio con scheda Aedes.

La mia abitazione era stata dichiarata totalmente inagibile (esito E della scheda Aedes) a seguito di forti terremoti antecedenti a quelli che hanno colpito il centro Italia il 24 agosto, il 26 e il 30 di ottobre e non ho fatto interventi di ripristino. Posso richiedere ora una nuova verifica di agibilità?

No. Se non stati eseguiti interventi di ripristino a seguito della prima dichiarazione di inagibilità, ora non è possibile richiedere un nuovo sopralluogo e pertanto è da considerarsi valido il giudizio già dato a suo tempo.

Che cos'è la scheda Aedes?

La scheda Aedes (Agibilità e danno nell’emergenza sismica) – utilizzata a partire dal terremoto umbro-marchigiano del 1997 e in tutti gli eventi sismici successivi – è un scheda per il rilevamento speditivo dei danni, la definizione di provvedimenti di pronto intervento e la valutazione dell’agibilità post-sismica di edifici con tipologia strutturale ordinaria (in muratura, in cemento armato o acciaio o legno, intelaiato o a setti) dell’edilizia per abitazioni e/o servizi. Questa scheda non può essere applicata a edifici industriali (quali ad esempio i capannoni prefabbricati, per i quali si usa una scheda dedicata, GL-Aedes), monumentali (in particolare le chiese, per le quali esiste un altro tipo di scheda), o altri manufatti (come, ad esempio, i serbatoi), né a ponti e altre opere infrastrutturali.

Sono un professionista e vorrei far parte delle squadre di tecnici Aedes che svolgono le verifiche di agibilità. Quali requisiti bisogna avere?

Come stabilito dalla circolare emessa dal coordinatore della Dicomac il 3 settembre 2016 e s.m.i., trattandosi di un’emergenza a carattere nazionale, i tecnici accreditabili per l’esecuzione dei sopralluoghi di agibilità sono esclusivamente quelli in possesso di questi specifici requisiti di idoneità:
a) idoneità conseguita in un corso abilitante a partire dal 1° aprile 2010;
b) idoneità conseguita in un corso abilitante tra il 1° giugno 2000 ed il 31 marzo 2010, più relativo aggiornamento;
c) qualificazione quale esperto (solo per i dipendenti pubblici o personale in organico alla struttura dei centri di competenza), nei termini di seguito specificati: partecipazione certificata a campagne di rilievo del danno ed agibilità effettuate a partire dal 1997 per almeno uno, due o tre differenti eventi, con un numero minimo complessivo di 15 giornate effettive di attività di sopralluogo.
Si precisa che i corsi di cui ai punti a) e b) sono esclusivamente quelli organizzati sullo standard formativo definito negli Accordi di collaborazione in essere tra i Consigli Nazionali dei professionisti ed il Dipartimento della protezione civile. Se lei è in possesso di uno dei citati requisiti, la invitiamo a presentare la candidatura al suo Ordine/Collegio di appartenenza che, per il tramite del Consiglio Nazionale di riferimento, organizzerà di prassi turnazioni settimanali a supporto delle attività della funzione censimento danni ed agibilità della Dicomac.

Sono un professionista e vorrei far parte delle squadre di tecnici che stanno svolgendo le verifiche di agibilità Fast. Quali requisiti bisogna avere?

Le verifiche di agibilità Fast possono essere svolte da tecnici dipendenti di Pubblica Amministrazione o professionisti già abilitati per lo svolgimento delle attività di verifica con scheda Aedes, mobilitati per il tramite dei Consigli Nazionali e accreditati dalla Dicomac. In seguito a una formazione speditiva sulla Fast – coordinata dalla Dicomac in raccordo con le Regioni – la ricognizione può essere svolta anche da tecnici professionisti che si offrono come volontari (se abilitati all’esercizio della professione con competenze tecnico-strutturali nell’ambito dell’edilizia e iscritti a un ordine/collegio professionale) e da tecnici dipendenti che, nella pubblica amministrazione di appartenenza, si occupano di edilizia, opere e lavori pubblici.

Sono un professionista e sono stato impegnato 5 giorni in una squadra che ha condotto verifiche Fast/Aedes. Ho diritto al rimborso delle spese di vitto?

Sì, le spese di vitto, come quelle di alloggio e spostamento non prevedono vincoli temporali. Le indicazioni specifiche su quali sono le spese ammissibili si trovano nell’Allegato A del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2014 “Istituzione del Nucleo tecnico nazionale per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell’emergenza post-sismica”.

Sono un professionista e sono stato impegnato 5 giorni continuativi in una squadra che ha condotto verifiche Fast/Aedes. Ho diritto al rimborso delle spese per il mancato guadagno, come previsto dall'ocdpc n. 405/2016?

No perché il rimborso per il mancato guadagno giornaliero è previsto solo nel caso in cui l’impegno sia stato di almeno 10 giorni, anche non continuativi.

Sono un tecnico e ho fatto parte di una squadra che ha eseguito sopralluoghi di agibilità sugli edifici danneggiati dal sisma. A chi mi posso rivolgere per ottenere il rimborso delle spese?

Può inviare il rendiconto delle spese sostenute al suo Consiglio Nazionale di appartenenza. Il Dipartimento provvederà, infatti, al rimborso delle spese documentate attraverso i diversi Consigli Nazionali. Si ricorda che, secondo quanto disposto dall’art. 3 dell’ordinanza del Capo Dipartimento n. 392 del 6 settembre 2016, le spese ammissibili di vitto, alloggio e viaggio sono quelle previste nell’allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2014.

Sono il sindaco di un comune fortemente colpito dal terremoto. Posso richiedere una verifica con procedura Fast su un’intera zona della mia città? Come devo procedere per lo svolgimento delle verifiche?

Sì, è possibile richiedere verifiche a tappeto su tutti i fabbricati ubicati in aree perimetrate indicate dai Sindaci stessi. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ordinanza 422/2016 tutti i Comuni (sia quelli elencati negli allegati 1 e 2 della legge 229 sia quelli in cui si siano verificati comunque danni a seguito del terremoto) dovranno programmare le verifiche secondo la procedura Fast.

Se il sopralluogo AeDES avviene dopo alcuni interventi realizzati per evitare ulteriori danni all'edificio (ad esempio quelli conseguenti all’esposizione alle intemperie) i tecnici per le verifiche di agibilità evidenziano nella scheda il danno pregresso, riportando gli interventi eseguiti? Si rischia di perdere parte dei contributi?

Se visibili ed efficaci, i tecnici che eseguono le verifiche di agibilità riportano nella scheda Aedes gli interventi già eseguiti. Per i contributi si rimanda alla struttura del Commissario straordinario per la Ricostruzione.

Termine richiesta contributo danni lievi

Domanda

L’Ordinanza del Commissario 8 del 14 dicembre 2016 all’art. 6 punto 3 stabilisce che il termine per la presentazione della richiesta di contributo è di 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’ordinanza. Come è possibile rispettare tali termini se al proprietario non sono stati ancora comunicati gli esiti delle schede FAST e/o AeDES? Da quando decorrono i termini per la richiesta di contributi per edifici con danni lievi? Per danni lievi si intendono quelli che hanno determinato una scheda AeDES con esito B?

Risposta

Il termine di sessanta giorni dell’articolo 6, comma 3, dell’ordinanza n. 8/2016 si riferisce alle richieste di contributo che sono state presentate prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza stessa, a seguito della comunicazione di avvio dei lavori. Le richieste per i danni lievi possono essere presentate solo dopo che è stata redatta la scheda AEDES  e sia stata notificata l’ordinanza sindacale di inagibilità. E’ bene evidenziare che la valutazione del danno contenuta nella scheda Aedes – ad esclusione dell’esito A che non dà luogo al riconoscimento del contributo – non è vincolante ai fini della richiesta di contributo.  Infatti il tecnico incaricato, mediante perizia asseverata, deve procedere alla valutazione dei danni in conformità ai parametri indicati nell’allegato 1 dell’ordinanza del Commissario 4/2016.

Il decreto legge n. 8 del 9 febbraio 2017, in vigore dal 10 febbraio, all’articolo 4, ha introdotto un’importante novità. Ha infatti stabilito che entro sessanta giorni dalla data di comunicazione dell’avvio dei lavori e comunque non oltre la data del 31 luglio 2017, gli interessati devono presentare agli uffici speciali della ricostruzione la documentazione richiesta secondo le modalità stabilite nelle ordinanze commissariali di disciplina dei contributi. E’ bene tenere presente che il mancato rispetto del termine e delle modalità indicati determinano l’inammissibilità della domanda di contributo.

Domanda contributo danni lievi

Domanda

L’ordinanza 8 del 14 dicembre 2016, art. 6, comma 3, stabilisce che entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza il soggetto interessato deposita all’Ufficio speciale per la ricostruzione la domanda di contributo, corredata della documentazione di cui al DL 189/2016 art.12, comma 1, ove non già allegata alla comunicazione di inizio lavori. Entro il medesimo termine possono presentare domanda di contributo anche i soggetti che non abbiano già comunicato l’avvio dei lavori.

I soggetti che non hanno comunicato l’inizio lavori sono obbligati a presentare la domanda di contributo entro 60 giorni?

Risposta

Il termine dei sessanta giorni  per la richiesta di contributo per danni lievi è riferito ai soggetti che hanno presentato la comunicazione di avvio dei lavori di cui all’articolo 8, commi 1 e 4, del decreto legge 189/2016, in conformità a quanto indicato dall’ordinanza commissariale n. 4/2016.

Fermo restando che presupposto inderogabile  è quello di essere in possesso della scheda Aedes e dell’ordinanza sindacale di inagibilità, il decreto legge n. 8 del 2017, all’articolo 4, ha stabilito che il termine finale per la presentazione per la richiesta di contributi presso gli Uffici speciali per la ricostruzione è 31 luglio 2017.

Rafforzamento locale immobili poco danneggiati

Domanda

Per un edificio con livello di danno modesto/nullo, i cui proprietari vogliono effettuare interventi di rinforzo locale ai sensi dell’Ordinanza del Commissario n.8 del 14.12.2016 , devo fare riferimento alle soglie di miglioramento previste dal DM 477 del 27.12.2016?

Rimangono invariati i termini per la presentazione delle richieste stabiliti dall’Ordinanza n.8 del 14.12.2016?

Risposta

Gli interventi previsti per la riparazione del danni lievi sono quelli di rafforzamento locale come disposto dalle vigenti norme tecniche per le costruzioni emanate con Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008, mentre le soglie minime di resistenza alle azioni sismiche sono state fissate con Decreto Ministeriale n. 477 del 27.12.2016.

Il Decreto Legge n. 8 /2017, in vigore dal 10 febbraio 2017, all’articolo 4, ha introdotto un nuovo termine per la presentazione delle richieste di contributo relative agli interventi di riparazione e rafforzamento locali in caso di immobili con danni lievi, ai sensi delle Ordinanza n. 4/2016 e n. 8/2016. In particolare, entro sessanta giorni dalla data di comunicazione dell’avvio dei lavori e comunque non oltre la data del 31 luglio 2017, gli interessati devono presentare agli uffici speciali della ricostruzione la documentazione richiesta secondo le modalità stabilite nelle ordinanze commissariali di disciplina dei contributi. E’ bene tenere presente che il mancato rispetto del termine e delle modalità indicati determinano l’inammissibilità della domanda di contributo.

Perché FAST e non AeDES

Domanda

Per quale motivo si utilizza la procedura FAST di verifica di utilizzabilità  degli immobili ?

Risposta

  • La scheda FAST è stata introdotta e disciplinata dalla Protezione Civile Nazionale con l’Ordinanza n. 405 del 10 novembre 2016, al fine di restituire un esito preliminare sullo stato di inagibilità dell’immobile con un giudizio che prevede l’agibilità o non utilizzabilità dell’edificio danneggiato dagli eventi sismici e trova il suo fondamento nell’enorme quantità di accertamenti che sono stati richiesti dopo gli eventi del 26 e del 30 ottobre 2016.
  • Con Ordinanza della Protezione Civile n. 422 del 16 dicembre 2016, è stata introdotta la possibilità, in caso di immobile non utilizzabile secondo la scheda FAST, di incaricare un tecnico privato alla compilazione della scheda Aedes, secondo modalità e criteri stabiliti dall’Ordinanza Commissariale n. 10/2016. La scheda Aedes compilata dal tecnico incaricato dovrà essere redatta secondo le modalità e con i requisiti indicati in Ordinanza n. 10/2016.
Allegati alla AeDES privata

Domanda

E’ possibile consegnare con perizia giurata la sola scheda AeDES, senza la documentazione allegata?

Risposta

La perizia giurata deve comprendere non solo la scheda AeDES ma anche la documentazione allegata in quanto tutto deve essere adeguatamente documentato tenendo conto dei controlli che saranno poi eseguiti.

Quante AeDES compilare nei condomini

Domanda

In un condominio sito in edificio isolato, con 10 unità immobiliari, occorre redigere una scheda AeDES per ogni unità immobiliare?

Risposta

Bisogna redigere una unica scheda AeDES per ogni fabbricato strutturalmente indipendente.

I fabbricati possono essere distinti ed identificati, ad esempio, sulla base dei seguenti criteri:

  • fabbricati costruiti in epoche diverse;
  • fabbricati costruiti con materiali diversi;
  • fabbricati costruiti con solai posti a quote diverse.

Per approfondimenti si veda il manuale per la redazione delle schede Aedes, reperibile al seguente link:

http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/2_LRManualeAedes_31_ottobre_GU_.pdf

Termine AeDES privata dopo scheda FAST

Domanda

Se un edificio è stato sottoposto a valutazione di agibilità speditiva con scheda FAST, qual è il termine per chiedere un ulteriore sopralluogo con perizia giurata? A chi va indirizzata la richiesta?

Risposta

E’ stata pubblicata sul sito della Protezione Civile la Circolare Prot. N. UC/TERAG16/0010781 del 12/02/2017 nella quale viene individuato un ulteriore perimetro all’interno del quale in via prioritaria sarà concentrata l’attività di rilevamento per le finalità di gestione dell’emergenza.

Per i Comuni di Montereale, Capitignano, Campotosto, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Scoppito, in provincia di L’Aquila, Antrodoco e Borbona, in provincia di Rieti oltre ad Amatrice, Accumuli e Arquata la scadenza per la richiesta di primo sopralluogo o revisione di un precedente sopralluogo con Scheda FAST con esito utilizzabile o scheda AeDES con esito A è prorogata alla data del 28 febbraio p.v.

Per i Comuni indicati negli Allegati 1 e 2 del Decreto legge n. 189/2016 l’istanza di primo sopralluogo deve essere accompagnata da perizia asseverata e comunque presentata entro la data del 28 febbraio p.v.

Le richieste di revisione di un precedente sopralluogo AeDES con esito di inagibilità, in tutti i Comuni, seguono le procedure già indicate nella Circolare Prot. UC/TERAG16/73056 del 28/12/2016.

La richiesta va inoltrata al COC (Centro Operativo Comunale) del Comune ove è situato l’edificio.

Come e quando consegnare AeDES privata

Domanda

Entro quanto tempo dalla comunicazione dell’esito di non agibilità deve essere consegnata la scheda Aedes con perizia giurata? A quale ufficio va consegnata? Quale documento attesta tale comunicazione? Cosa accade se la scheda Aedes viene redatta oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione di non utilizzabilità dell’edificio?

Risposta

Come previsto dall’Ordinanza n. 12/2017 entro 15 giorni dalla comunicazione da parte dei Comuni della non utilizzabilità dell’edificio nelle forme di legge ovvero entro 15 giorni dalla pubblicazione della presente Ordinanza, laddove la comunicazione di inutilizzabilità sia già stata inviata, gli aventi diritto ai contributi, previsti in materia di ricostruzione privata, possono conferire ai tecnici professionisti, in possesso dei requisiti previsti dai precedenti commi 1, 1 bis, e 1 ter, l’incarico, da espletarsi entro i successivi 15 giorni, di redigere e consegnare agli Uffici Speciali per la Ricostruzione le schede AeDES corredate da perizia giurata, esauriente documentazione fotografica ed una sintetica relazione con particolare riferimento alle sezioni 3, 4, 5, 7 e 8 della scheda e con adeguata giustificazione del nesso di causalità del danno.

Il termine per la redazione della scheda AEDES è ordinatorio.

Termini AeDES Ordinanza inagibilità

Domanda

Un fabbricato è stato sottoposto a sopralluogo da parte di tecnici comunali, senza compilazione della scheda Fast. A seguito del sopralluogo il fabbricato è stato dichiarato inagibile con ordinanza del Sindaco emessa in data antecedente all’Ordinanza del Commissario Straordinario n.10 del 19 dicembre 2016.

I 30 giorni entro cui compilare e depositare la scheda AeDES con perizia giurata decorrono dalla data dell’Ordinanza del Sindaco o dalla data di pubblicazione dell’Ordinanza del Commissario Straordinario n.19/2016?

Risposta

L’ordinanza sindacale di inagibilità deve e può essere emanata solo a seguito di sopralluogo e referto compilato secondo la procedura AeDES o FAST che si concludono gli esiti di agibilità-non agibilità o non utilizzo. Se ciò non è avvenuto l’ordinanza sindacale è cautelativa dal punto di vista della tutela della privata e pubblica incolumità ma non consente di attivare un percorso per il riconoscimento del contributo. Per poter accedere ai contributi della ricostruzione post sisma 2016 occorre la scheda AeDES, compilata o da squadra designata dalla DICOMAC o da libero professionista scelto dal proprietario. Per le modalità di richiesta del contributo si vedano le Ordinanze del Commissario n. 8 del 14 dicembre 2016, 10 del 19 dicembre 2016 e 12 del 9 gennaio 2017.

Pertanto, bisogna chiedere al Comune la rettifica/integrazione degli atti assunti.

Scelta impresa esecutrice dei lavori

Domanda

L’ordinanza del Commissario Straordinario n.8/2016 stabilisce che la ditta esecutrice deve essere scelta tra tre ditte iscritte all’Anagrafe antimafia di cui all’Ordinanza del Commissario n.4/2016. Tale prescrizione vale anche nel caso di lavori avviati antecedentemente all’emanazione delle citate Ordinanze Commissariali?

Risposta

Come previsto dall’articolo 6, comma 13, del Decreto legge n. 189/2016 la selezione dell’impresa esecutrice da parte del beneficiario dei contributi è compiuta mediante procedura concorrenziale intesa all’affidamento dei lavori alla migliore offerta. Alla selezione possono partecipare solo le imprese che risultano iscritte nell’Anagrafe di cui all’articolo 30, comma 6, in numero non inferiore a tre.

Riduzione contributo del 50%

Domanda

La riduzione del contributo al 50%, prevista dall’art. 2 comma 3 dell’Ordinanza 8 del 14.12.2016, è riferita ai casi di presenza di un indennizzo assicurativo?

Risposta

La riduzione al 50% prevista all’articolo 2 comma 3 dell’ordinanza 8/2016 è riferita alla abitazioni secondarie situate nei comuni al di fuori del cratere (art. 6 comma 5  del DL 189/2016).

Come previsto dall’art. 6, comma 6, del citato decreto, il contributo concesso è al netto dell’indennizzo  assicurativo o di altri contributi pubblici comunque percepiti dall’interessato per le medesime finalità di quelli di cui al presente decreto.

Riparazione immobili con danni lievi

Domanda

L’Ordinanza 4 del 17 novembre 2016 fornisce indicazioni per la riparazione di immobili che, a seguito degli eventi sismici del 24 agosto 2016 e successivi, hanno subito danni lievi, includendo anche gli edifici parzialmente inagibili (esito C delle schede AeDES).

Ciò sembra in contrasto con il Decreto Legge  189/2016, art.8, comma 1, che fa riferimento agli edifici con danni lievi classificati con livello di inagibilità B delle schede AeDES.

Risposta

L’articolo 8, comma 1, del Decreto legge n. 189/2016 stabilisce che al fine di favorire il rientro nelle unità immobiliari e il ritorno alle normali condizioni di vita e di lavoro nei Comuni interessati dagli eventi sismici, per gli edifici con danni lievi non classificati agibili secondo la  procedura  AeDES, oppure classificati non utilizzabili secondo procedure speditive disciplinate da ordinanza di protezione civile  e che necessitano soltanto di interventi di  immediata  riparazione,  i soggetti  interessati  possono,  previa  presentazione  di   apposito progetto e asseverazione da parte di un professionista abilitato  che documenti il nesso di causalità tra gli eventi sismici  di cui all’articolo 1 e lo stato della  struttura,  oltre  alla  valutazione economica del danno, effettuare l’immediato ripristino della agibilità degli edifici e delle strutture. Inoltre, l’Ordinanza n. 4/2016 individua, nell’Allegato 1, la soglia di danno lieve per tipologia di struttura e destinazione svincolando la stessa dall’esito della scheda AeDES.

AeDES con esito E

Domanda

Per il mio immobile è stata redatta la scheda AeDES con esito E (inagibile). Cosa devo fare per la ricostruzione? Posso incaricare un professionista?

Risposta

A breve il Commissario emanerà con Ordinanza le regole per la ricostruzione di immobili residenziali con danni gravi (esito E).

In merito all’affidamento degli incarichi ad un professionista è stato istituito un Elenco speciale, come previsto dall’art. 34, del D.L. 189/2016, al quale lo stesso deve necessariamente essere iscritto. L’Allegato A dell’Ordinanza n. 12/2017 stabilisce i criteri e i requisiti minimi per l’iscrizione dei professionisti al suddetto elenco.

Demolizione e ricostruzione

Domanda

In caso di demolizione e ricostruzione di un edificio danneggiato, il nuovo edificio deve essere uguale all’edificio pre-esistente, o può essere di tipologia differente, a parità di superficie?

Risposta

L’articolo 6, comma 1, lett. a), del Decreto legge n. 189/2016 stabilisce per gli immobili distrutti, un  contributo  pari  al  100  per cento  del  costo  delle  strutture,  degli  elementi  architettonici esterni, comprese le finiture  interne  ed  esterne,  e  delle  parti comuni  dell’intero  edificio  per  la  ricostruzione  da  realizzare nell’ambito dello stesso insediamento,  nel  rispetto  delle  vigenti norme tecniche che prevedono l’adeguamento sismico e nel limite delle superfici   preesistenti,   aumentabili   esclusivamente   ai fini dell’adeguamento igienico-sanitario ed energetico.

Calcolo del contributo danni lievi

Domanda

Quali sono le modalità di calcolo del contributo per interventi immediati di riparazione e rafforzamento locale su edifici che hanno subito danni lievi?

Nel caso di edifici con più unità immobiliari, come si calcola il contributo? La superficie da considerare è quella di tutte le unità immobiliari, o quella delle sole unità danneggiate?

Risposta

Le modalità di calcolo del contributo sono indicate nell’ordinanza n. 8 del 14 dicembre 2016 del Commissario Straordinario, applicabile in presenza di danni lievi accertati secondo l’Allegato 1 dell’Ordinanza n 4/2016.

La comunicazione di avvio dei lavori di cui all’art. 2 della presente Ordinanza può essere presentata purché all’interno di un edificio sia presente un’unità immobiliare destinata ad uso abitativo o ad attività produttiva, oggetto di ordinanza di inagibilità temporanea o parziale ovvero di dichiarazione di non utilizzabilità.

L’entità del contributo per l’intero edificio, oggetto di intervento unitario, è pari alla somma dei contributi spettanti alle singole unità immobiliari ed alle relative pertinenze.

Inizio lavori edificio danneggiato

Domanda

L’immobile di mia proprietà è stato danneggiato dal sisma. Posso iniziare immediatamente i lavori di riparazione?

Risposta

L’articolo 1, dell’Ordinanza n. 4/2016 stabilisce che i soggetti legittimati possono avviare immediatamente gli interventi di riparazione con rafforzamento locale sugli edifici adibiti ad uso abitativo a ad attività produttiva che risultano danneggiati con danni lievi attestati dalle schede AeDES o che sono stati dichiarati non utilizzabili sulla base delle schede FAST e che sono oggetto di ordinanza di inagibilità emessa dall’autorità competente. Alla comunicazione devono essere allegati i documenti previsti dall’articolo 2, comma 5 della presente ordinanza.

Contributi esito AeDES A (agibile)

Domanda

Se la scheda AeDES di un immobile riporta l’esito A (agibile), il proprietario avrà diritto comunque a un indennizzo, come accadde a seguito del sisma del 6 aprile 20019 in Abruzzo?

Risposta

A seguito degli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a partire dal 24 agosto 2016, gli edifici valutati attraverso procedura AEDES e classificati con esito “A”, non avranno alcun diritto ad un indennizzo.

Livello sicurezza edificio dopo riparazione

Domanda

Con riferimento al DL 189/2016, Art.7 comma 1 lettera a), qual è il livello di sicurezza che l’edificio deve conseguire dopo la riparazione, per poter accedere al contributo?

Risposta

Il suddetto articolo è stato modificato dall’articolo 7, comma 1, lett. a), del Decreto legge n. 189/2016 e stabilisce che limitatamente agli interventi di riparazione e ripristino, per tali immobili, l’intervento di miglioramento o di adeguamento sismico deve conseguire il massimo livello di sicurezza compatibile   in   termini tecnico-economici con la tipologia dell’immobile, asseverata da un tecnico abilitato.

La capacità massima o minima di resistenza alle azioni sismiche, diversificata in base alle zone sismiche, alla classe d’uso dell’immobile ed alla sua tipologia, è individuata con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 477 del 27/12/2016.

Regole generali per il calcolo del contributo

Domanda

Si richiedono chiarimenti in merito al calcolo della superficie complessiva da considerare ai fini del contributo nel caso di inagibilità parziale (esito B); in particolare, si chiede se sia da considerare la superficie complessiva dell’unità immobiliare o solamente la superficie relativa alla porzione dichiarata inagibile.
Si chiede, inoltre, se, sempre nel caso di inagibilità parziale, il contributo possa essere utilizzato per eseguire interventi volti alla riduzione delle vulnerabilità anche in porzioni di fabbricato dichiarate agibili.

Risposta

I muri portanti e le strutture dell’edificio sono considerate parti comuni ai sensi dell’art. 1117 cc
Ragione per cui il costo dell’intervento sulle strutture sarà ripartito proporzionalmente tra tutte le abitazioni dell’edificio per superficie.
Il costo dell’intervento sulle parti di proprietà esclusiva sarà allocato interamente sulle singole abitazioni (es. se solo alcune abitazioni presentano danni alle finiture, solo queste avranno costi sulle parti di proprietà esclusiva).
La somma tra costo dell’intervento sulle parti comuni e sulle parti di proprietà esclusiva della singola abitazione nell’edificio sarà infine confrontato con il costo convenzionale (costo massimo per metro quadro moltiplicato per i metri quadri ) della singola abitazione così come indicato più dettagliatamente nell’ordinanza n. 8

Richiesta contributo per danni lievi su edificio agibile

Domanda

sono il proprietario di una casa unifamiliare, nelle schede aedes è stata classificata A e quindi agibile, ciò non toglie che ho comunque subito danni interni ed esterni al fabbricato, in particolare: lesioni alle finiture interne in cartongesso, rottura di un piatto doccia, rottura cristallo cucina ad induzione, caduta e successiva rimozione scaldabagno, caduta e successiva rimozione imbotti in pietra intorno al camino, varie mattonelle del rivestimento WC, lesioni sull’intonaco in facciata, caduta di elementi di finitura in pietra oltre al crollo totale di un muro in pietra a secco contro terra che separava il giardino dal suolo pubblico.
Posso richiedere un contributo per la sistemazione di questi danni?

Risposta

In caso di AeDES con esito “A” o FAST con esito “utilizzabile” non è possibile accedere ai fondi per la ricostruzione di cui al DL 189/2016 ed smi
E’ però facoltà del proprietario di tale immobile procedere ad interventi di recupero del patrimonio edilizio per riduzione delle vulnerabilità o miglioramento sismico accedendo alle detrazioni di imposta previste dall’art. 16-bis del dpr 917/86

Che cos'è il Contributo di Autonoma Sistemazione?

Il Cas è una misura destinata alle famiglie e al singolo cittadino la cui abitazione si trova in area in cui è vietato l’accesso (zona rossa), oppure è stata distrutta in tutto o in parte, o è stata sgomberata in seguito ai terremoti che hanno colpito l’Italia centrale.
Per ottenere il Cas, è necessario compilare un modulo di richiesta dove indicare gli estremi dell’ordinanza di sgombero, se emanata, oppure indicare la data del sopralluogo di verifica di agibilità effettuato da una squadra di rilevamento. In attesa del sopralluogo è necessario indicare la data di presentazione della richiesta. Una volta avuto l’esito sarà necessario comunicarlo al proprio Comune.

Chi può far richiesta del Cas?

Possono far richiesta del contributo i nuclei familiari che abbiano provveduto autonomamente a trovare un alloggio alternativo senza carattere di stabilità, compresi gli affittuari di immobili e chi usufruiva di alloggi in strutture pubbliche o private che siano stati sgomberati in seguito al terremoto, o siano stati distrutti in tutto o in parte dal sisma. È considerato come nucleo familiare anche lo stato di convivenza. Appartengono al nucleo familiare anche le persone inserite nello stesso che offrono assistenza domiciliare a minori, infermi, disabili, soggetti non autosufficienti.
Possono fruire del Cas anche gli studenti iscritti agli anni accademici 2015/2016 e 2016/2017 presso Istituti universitari ed Istituti superiori di grado universitario che rilasciano titoli di studio aventi valore legale con sede nei comuni interessati dagli eventi sismici.
Chi è ospitato in strutture alberghiere convenzionate con pubbliche amministrazioni non può accedere al Cas.

A quanto ammonta il Contributo di Autonoma Sistemazione?

Dal 15 novembre 2016 (data di entrata in vigore dell’ordinanza 408), il contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili. I nuclei familiari composti da una sola unità percepiscono 400 euro, quelli composti da due unità 500 euro, 700 euro quelli composti da tre unità, 800 euro quelli composti da quattro unità e 900 euro quelli composti da cinque o più unità. È possibile disporre di ulteriori 200 euro mensili, anche in aggiunta al limite massimo, se in famiglia ci sono persone con handicap o con invalidità non inferiore al 67% o persone con più di 65 anni. La somma aggiuntiva di 200 euro prevista per la persona ultrasessantacinquenne è cumulabile con ulteriori 200 euro nel caso in cui la stessa persona sia anche persone con handicap o con invalidità non inferiore al 67%.

Per quanto tempo posso usufruire del Cas?

Il cittadino può usufruire del Cas a partire dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell’immobile, fino al rientro nell’abitazione – quando possibile – o se lo Stato ha provveduto ad altra sistemazione con carattere di stabilità. Attualmente il Cas è disciplinato con ordinanze di protezione civile, che hanno effetto fino alla scadenza dello stato di emergenza (180 giorni con eventuale proroga di ulteriori 180 giorni). Le disposizioni legislative che riguarderanno la fase di ricostruzione stabiliranno l’ulteriore proseguimento del Cas.

A partire da quale data decorre la percezione del Cas?

Il beneficiario del Cas deve indicare nella domanda presentata al proprio Comune la data a partire dalla quale ha provveduto alla sistemazione autonoma del nucleo familiare. È quindi questa la data di decorrenza della percezione del contributo di autonoma sistemazione. In sede di istruttoria della domanda, il comune verificherà la corrispondenza della data indicata dal richiedente sulla domanda con quella dei provvedimenti sindacali di sgombero o inagibilità. Le ordinanze del sindaco a riguardo possono anche essere successive alla data di effettiva indisponibilità dell’immobile dovuta al sisma. Il Comune, in quest’ultimo caso, potrà valutare se utilizzare la stessa data del sisma come riferimento per la decorrenza del diritto al Cas.

Sono un cittadino che ha cominciato a beneficiare del Cas prima del 15 novembre 2016 (data di entrata in vigore dell’ordinanza 408). Cosa cambia per me?

Il tuo contributo, dopo il 15 novembre, verrà rideterminato dal tuo Comune secondo le nuove disposizioni dell’ordinanza 408 che ne aumenta il tetto massimo da 600 a 900 euro mensili.

Il mio nucleo familiare è composto solo dalla mia persona. Ho diritto al Cas?

Sì, hai diritto al Contributo di Autonoma Sistemazione.

Dopo aver richiesto il Cas, il mio nucleo familiare ha subito una variazione nella composizione e nei requisiti di accesso (nascita, decesso, compimento 65° anno di età, altro). Il Cas andrà rimodulato?

Sì, il Cas va rimodulato in coerenza con la variazione del nucleo familiare.

Sono residente in una delle zone colpite dai terremoti del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre. Ho diritto al Cas, anche se non sono sposato ma convivente?

Sì. Lo stato di convivente è equiparato al vincolo familiare.

Per poter usufruire del Cas, chi verifica se il mio nucleo familiare risiedeva stabilmente e in modo continuativo sul territorio colpito dal terremoto? E secondo quale procedura?

I Sindaci hanno il compito di controllare la veridicità delle autocertificazioni presentate dai cittadini e finalizzate all’erogazione del Contributo di Autonoma Sistemazione. Gli accertamenti sono ripetuti con cadenza periodica finalizzati alla verifica del permanere dei requisiti necessari per la concessione del Cas.

Il Sindaco del Comune in cui vivo ha emesso un’ordinanza sindacale che obbliga me e la mia famiglia a lasciare la nostra abitazione perché è stata ritenuta inagibile a seguito del terremoto. Ho diritto al Cas o a un alloggio sostituivo?

Sì. Nel caso in cui sia stata emessa un’Ordinanza Sindacale di sgombero in conseguenza agli eventi sismici di agosto e ottobre il Comune, anche al di fuori dell’area maggiormente colpita, deve fornirle l’assistenza richiesta: una sistemazione alternativa o il Contributo di Autonoma Sistemazione.

Hanno diritto al Cas o alla Sae le persone che dimoravano abitualmente in una casa andata distrutta o inagibile a causa dai terremoti del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre pur non avendo residenza nella stessa?

Sì, ma in questo caso la persona che fa richiesta di Cas e Sae deve dimostrare che alla data dei terremoti o del 24 agosto, o del 26 o del 30 ottobre abitava stabilmente in un edificio inagibile, distrutto a causa del terremoto o in zona rossa. A tale scopo il cittadino deve presentare adeguata documentazione (es. contratto di lavoro, contratto di affitto, intestazione di utenze).

Il residente in una casa di riposo può richiedere il Cas se la struttura in cui era ospitato è inagibile?

Sì. Le persone che prima del terremoto erano ospitate in una casa di riposo non più agibile hanno diritto al Cas o a una sistemazione alloggiativa alternativa. Tuttavia nel caso si faccia richiesta per Cas decade il diritto alle altre misure assistenziali (es. accoglienza in altre strutture di riposo).

Sono titolare di un’azienda agricola e ho l’esigenza di rimanere vicino alla mia attività. La mia famiglia ha diritto a ricevere il Contributo di Autonoma Sistemazione?

Sì, può richiederlo.

Chi è usufruttuario o affittuario residente può usufruire del Cas e dell’albergo?

Sì. Gli affittuari di immobili e coloro che usufruivano di alloggi in strutture pubbliche o private che siano stati sgomberati in seguito al terremoto, o siano stati distrutti in tutto o in parte dal sisma, hanno diritto al Contributo di Autonoma Sistemazione solo se non sono stati alloggiati presso strutture alberghiere convenzionate con pubbliche amministrazioni.

Il proprietario dell'alloggio in cui vivevo prima del terremoto - e che era stato dichiarato inagibile - ha provveduto al ripristino dello stesso, ma non è disponibile a concedermi la re-immissione nell'alloggio. Continuo a godere del diritto al contributo? Se sì, fino a quando?

Il contributo di autonoma sistemazione spetta al conduttore di un alloggio che, al momento degli eventi sismici, dimostri di dimorare stabilmente, in forza di un contratto di locazione, in un immobile dichiarato inagibile fino a che non abbia provveduto a reperire altra sistemazione stabile. L’eventuale mancata volontà del proprietario di proseguire il rapporto di locazione non comporta la perdita dell’affittuario del diritto di accesso al Cas. Inoltre, il contributo di autonoma sistemazione è concesso “non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza”. Per il periodo successivo alla scadenza dello stato d’emergenza, il contributo sarà erogato secondo quanto verrà disposto con ordinanze del Commissario straordinario.

Il mio coniuge, a differenza mia, non risiede in uno dei comuni colpiti dal terremoto. Ha comunque diritto di scegliere tra Cas e sistemazione in strutture alberghiere?

Il criterio per poter scegliere tra queste opzioni non è tanto la residenza quanto poter dimostrare che alla data del terremoto il coniuge viveva, con il nucleo familiare, abitualmente e stabilmente nell’abitazione resa inagibile dal sisma.

La somma aggiuntiva di 200 euro prevista per il portatore di handicap è cumulabile con ulteriori 200 euro nel caso la persona sia ultrasessantacinquenne?

Sì, è ammesso il cumulo dei contributi.

Sono un cittadino di una delle località colpite dai terremoti del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre che ha sostenuto spese (anche ingenti) per alloggiare presso strutture alberghiere o per affittare un’abitazione. Posso ottenere il rimborso di queste spese?

No, ma se la tua abitazione è stata oggetto di sgombero, o è stata distrutta totalmente o in parte, puoi accedere al Contributo di Autonoma Sistemazione.

Al momento del terremoto risiedevo in un'abitazione dichiarata inagibile, ma sono anche proprietario di un'altra abitazione libera e agibile nello stesso comune o nei comuni limitrofi a quello dove ero residente. Posso continuare a fruire comunque del Cas?

Il contributo per l’autonoma sistemazione può essere concesso a un nucleo familiare proprietario di altra abitazione libera e agibile nello stesso comune o nei comuni limitrofi. Il Cas, infatti, è anche finalizzato a mitigare l’eventuale disagio arrecato al soggetto che lo richiede e che è stato costretto a trasferirsi al momento del sisma in altro immobile diverso da quello di dimora abituale.

La mia casa è inagibile e ho presentato al Comune la domanda per l’assegnazione di una Sae-Soluzione abitativa in emergenza. Nell’attesa della Sae, ho richiesto la sistemazione provvisoria in container ma, successivamente, ho trovato una soluzione migliore in affitto. Posso rinunciare al container e usufruire del Cas-Contributo di autonoma sistemazione?

Sì, è possibile, ma bisogna comunicare al Comune la rinuncia all’assegnazione del container.

Come si fa richiesta del Contributo di Autonoma Sistemazione?

I soggetti interessati al contributo, in rappresentanza del proprio nucleo familiare, devono presentare al proprio Comune di residenza un’istanza in forma di autocertificazione. La domanda dovrà essere compilata usando un apposito modulo in cui si indicherà:
• la composizione del nucleo familiare;
• l’indirizzo dell’abitazione nella quale alla data del terremoto o del 24 agosto, o del 26 ottobre o del 30 ottobre, lo stesso risiedeva stabilmente;
• se l’abitazione sia stata sgomberata o distrutta in tutto o in parte;
• se il nucleo familiare include persone con più di 65 anni, persone con handicap o con invalidità non inferiore al 67%;
• qualunque titolo in grado di legittimare l’uso dell’abitazione;
• la titolarità delle utenze di luce, gas, telefonia fissa o mobile;
• la titolarità di un contratto di locazione registrato se si è affittuari di immobili.

I cittadini interessati dalle scosse del 26 e 30 ottobre dovranno compilare e consegnare al Comune il “Modulo DC/AS – eventi sismici 26 e 30 ottobre 2016”, allegato alle indicazioni operative del 20 novembre. Per le richieste relative al terremoto del 24 agosto resta invece valido il modulo “Modulo DC/AS – Sisma 24 agosto 2016”, allegato alla circolare del 9 settembre 2016.